L’italia si ferma il 9 dicembre

 

litalia-si-fermaFervono i preparativi da parte del Comitato di coordinamento nazionale per l’iniziativa nazionale “L’Italia si ferma il 9 dicembre”. Il tentativo è quello di “fermare” l’Italia e il movimento si sta allargando a macchia d’olio.

Tra l’altro proprio a partire da domenica sera i trasportatori aderenti a Trasporto Unito incroceranno le braccia per ben 5 giorni.

Già diverso tempo fa c’erano state delle azioni simili organizzate dal “movimento dei Forconi” che avevano completamente bloccato le attività in Sicilia, ma mai come questa volta l’iniziativa si è così estesa a “partire da Pordenone fino a Lampedusa”.

E c’è chi vuol fare partire la protesta già alle 22 dell’8 dicembre.

Alla protesta aderiscono oltre al Movimento dei Forconi anche altre sigle ed altri comitati, tra cui Azione Rurale Veneto, comunemente definiti come i “Cobas del Mais”, l’A.I.Tras, Associazione Italiana Trasportatori, C.R.A. Comitati Riuniti Agricoli. Ed ancora Life Veneto, il movimento dei Liberi Imprenditori Federalisti Europei, M.A.A. Movimento Autonomo Autotrasportatori, i Cobas del Latte ed NVPP.

Il movimento si definisce apartitico, apolitico e pacifico. In un volantino che circola e su Facebook si legge:

“SIAMO IL POPOLO ITALIANO! Popolo che, senza distinzioni di sorta, riconosce che nessun partito politico, nessuna sigla sindacale o altra organizzazione ha effettivamente avuto a cuore gli interessi della nostra nazione e dei suoi cittadini, NOI! La conseguenza è stata la colpevole alienazione di irrinunciabili diritti (sanciti dalla nostra costituzione) e la svendita del nostro paese alla ­ nanza globalizzata, allo strapotere dei capitali privati e delle banche.
ABBIAMO DECISO DI DIRE BASTA!
Dal 9 dicembre iniziamo la rivoluzione civile e costituzionale del popolo Italiano. Siamo per la riaffermazione dei principi sanciti dalla carta costituzionale ormai accantonati a bene­  di meri interessi di parte e di singole caste sociali .
VOGLIAMO UNA VITA ED UN PAESE MIGLIORI DI QUANTO LE CLASSI DIRIGENTI ABBIANO FIN QUI PERMESSO.

Azioni civili SONO NECESSARIE ED IMPRESCINDIBILI. NEL RISPETTO DI QUANTO SOPRA E PER LA SUA PIENA REALIZZAZIONE

I PUNTI DI QUESTO CODICE ETICO

VOGLIAMO FARLO IN MODO CIVILE, NON VIOLENTO. NEL PIENO RISPETTO DI QUEL “MEGLIO” CHE VOGLIAMO PER TUTTI NOI!
Per l’occasione e per evitare disordini è stato stilato un codice etico e di comportamento “civile e non violento nel pieno rispetto di quel meglio che vogliamo per tutti noi!”, su svariati punti.

Ecco il codice etico:

1. La Rivoluzione civile e costituzionale italiana è apartitica e rappresentano tutto il popolo italiano, nel rispetto delle diverse idee o posizioni di ogni singolo individuo.
2. Non sono ammessi simboli di partiti e/o associazioni di alcuna natura, né politica né sindaca le o di altro genere.
3. Non sono ammesse bandiere o rappresentanze di partiti e/o associazioni di alcuna natura, né politica né sindacale o di altro genere.
4. L’unico simbolo/bandiera ammesso è il tricolore!
5. Non sono ammessi atteggiamenti violenti, né ­ fisici né verbali.
6. Non è ammessa l’incitazione alla violenza.
7. Non è ammessa alcuna forma di discriminazione in merito a religione, ideologia politica, regione di appartenenza e
razza, né ogni altra forma di disgregazione del Unico Popolo Italiano.
8. Non è benvoluto il turpiloquio.
9. La rivoluzione civile e costituzionale Italiana e un moto spontaneo della società italiana.
10. Il principio ispiratore è la collaborazione tra cittadini.
11. Non esiste qualcuno che “comanda” ed altri che obbediscono, ma esistono solo coordinatori.
12. Si invocano rispetto ed adesione alle idee fondamentali, ed a coloro che prima di altri le hanno aggregate in questo libero moto della società.