Intervista ai responsabili di ‘Libera, associazione contro le mafie’ di Foggia

 

libera2In vista della gionata nazionale della memoria, tenutasi qualche giorno fa a Latina, abbiamo intervistato i responsabili dell’associazione ‘Libera, contro tutte le mafie’ sede di Foggia per capire meglio qual e’ la situazione, quali sono i traguardi raggiuti e quanto ancora c’e’ fare.

Quando nasce l’associazione e quando si stabilisce a Foggia?

“LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” nasce il 25 marzo 1995, per promuovere una cultura della legalità e del contrasto alle mafie. Attualmente, è un coordinamento di oltre 1500 associazioni. A Foggia nasce nel 1995 il “Comitato Francesco Marcone”, per chiedere verità sull’omicidio di Francesco Marcone, direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia ucciso dalla criminalità organizzata. Il Comitato è poi divenuto coordinamento provinciale di Libera.

 Il nostro territorio purtroppo è ancora vittima di atti malavitosi. Secondo voi qual è la cura? Quali possono essere gli interventi da attuare per prevenire e arginare gli episodi di violenza?

Il contrasto alla criminalità organizzata si svolge attraverso due strumenti: l’“antimafia repressiva” e l’“antimafia sociale”. La prima consiste nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura, che è finalizzato a reprimere gli episodi di criminalità e che va sostenuto dai cittadini con un’attività di denuncia e di collaborazione. L’“antimafia sociale” è quella svolta da Libera e si realizza mediante percorsi di costruzione di una cittadinanza consapevole, che non resti indifferente ai soprusi della criminalità e che pretenda la legalità a partire dal proprio ambito personale e professionale. Questi percorsi sono incentrati sulla memoria, cioè sulla testimonianza dei familiari delle vittime di mafia, e sull’impegno, cioè sulla trasformazione delle storie delle vittime in un’assunzione di responsabilità da parte di ciascuno.

Cosa propone la vostra associazione per la lotta alle mafie?

Libera organizza incontri pubblici volti a sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche dell’ecomafia, del racket delle estorsioni, dell’usura, della corruzione, del gioco d’azzardo e su tutte le altre attività criminali che affliggono il territorio. A questi incontri si accompagnano percorsi realizzati nelle scuole ed iniziative con cui si sollecitano le istituzioni ad un maggiore impegno nel contrasto alle mafie. Su quest’ultimo versante, si può ricordare la recente campagna “Riparte il futuro”, con cui si è chiede al Parlamento un potenziamento della normativa sulla corruzione.

Quanto è importante formare i giovani per risanare la nostra società?

La partecipazione dei giovani è fondamentale per la costruzione di una società libera dalle mafie. Come diciamo spesso, i giovani non sono il futuro di questo Paese (come si sente dire frequentemente), ma il presente. Per questo motivo, Libera organizza incontri nelle scuole e campi estivi sui beni confiscati alle mafie, che consentano ai ragazzi e alle ragazze di “toccare con mano” il lavoro delle cooperative sociali che gestiscono i beni confiscati alle mafie e che costituiscono il segno tangibile del riscatto sociale.

Parlateci delle vostre iniziative

Le iniziative di Libera Foggia riguardano soprattutto i settori della memoria, della formazione e dei beni confiscati. Alla memoria e all’impegno sono dedicati gli incontri pubblici che il 31 marzo di ogni anno organizziamo in occasione della Giornata cittadina della legalità in memoria di Francesco Marcone e di tutte le vittime delle mafie di Capitanata. Quest’anno ci aiuteranno nelle nostre riflessioni don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e Umberto Ambrosoli, figlio dell’avvocato Giorgio. La sera del 30 proietteremo invece il documentario del progetto “Musica contro le mafie”, cui seguirà l’esibizione di un artista impegnato nel progetto. Sul versante della formazione, partecipiamo a numerosi incontri nelle scuole, per promuovere una cultura della legalità e della responsabilità. Per quanto riguarda infine i beni confiscati, sollecitiamo il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, come accade a Cerignola.

Gira in rete il vostro ultimo video: di che si tratta e come nasce l’idea?

Il video che circola su internet promuove le iniziative che stiamo realizzando in questo mese e che ci condurranno agli incontri del 30 e del 31 marzo. Nel video ci sono cinque persone che si avvicinano alla stele che commemora Francesco Marcone. Ogni freccia rappresenta un’iniziativa che si terrà nel mese di marzo e, nel momento in cui la freccia viene posata davanti al monumento, il quadro si colora. Ogni iniziativa contribuirà, quindi, a “colorare” la città di legalità, ma perché ciò accada abbiamo bisogno della partecipazione di ogni cittadino. Solo con il contributo di tutti Francesco Marcone può continuare a vivere nell’impegno di chi vuole una città libera dal giogo della criminalità organizzata.

Una considerazione finale sui traguardi che avete raggiunto sia a livello locale che nazionale.

Numerosi sono i traguardi raggiunti in questi anni. A livello nazionale, si può citare l’approvazione della legge n. 109 del 1996, proposta da Libera e per la quale è stato raccolto più di un milione di firme. A livello locale, si può fare riferimento all’esperienza di Cerignola, dove sono stati confiscati alla mafia locale vari beni, ora restituiti alla collettività e gestiti da cooperative sociali. Si può menzionare anche l’istituzione della Giornata cittadina della legalità in memoria di Francesco Marcone. Quando Marcone è stato ucciso, nessuno osava parlare di mafia. Oggi c’è una maggiore consapevolezza dell’infiltrazione criminale nel tessuto economico-sociale, ma non è sufficiente. Basti pensare che rimangono ignoti gli esecutori e i mandanti dell’omicidio Marcone. Questa circostanza e l’esistenza ancora forte della criminalità organizzata in città ci devono indurre ad impegnarci di più e a “fare rete” contro le mafie.